Voucher, Poletti annuncia modifiche al decreto e tracciabilità contro gli abusi

Arlotti: l’intenzione di fare un ‘tagliando’ allo strumento va nella direzione da noi auspicata

Il Governo introdurrà la tracciabilità dei voucher e modificherà il decreto attuativo del Jobs Act che regola l’utilizzo dei buoni lavoro, per eliminare comportamenti illeciti o aggiramenti della norma. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro e politiche sociali, Giuliano Poletti, rispondendo ieri alla Camera al question time sull’argomento, sollevato dal deputato Pd riminese Tiziano Arlotti con un’interrogazione e poi con una risoluzione parlamentare.

“L’intenzione del Governo è molto chiara: nel prossimo intervento che realizzeremo di prima modifica dei decreti di attuazione del Jobs Act – ha affermato Poletti -, introdurremo un intervento che amplia la strumentazione per la tracciabilità di questi strumenti, introducendo l’obbligo per l’impresa di una comunicazione via sms o telematica prima dell’inizio dell’utilizzo dei voucher. Questa è la prima cosa che possano fare in tempi molto veloci; naturalmente continueremo il monitoraggio e, a fronte di problematicità che continuino a verificarsi, naturalmente a quel punto dovremo fare riflessioni diverse in termini di applicazione e di costruzione di una nuova e diversa normativa”.

“Il ministro del lavoro Giuliano Poletti, confermando l’intenzione di fare un ‘tagliando’ allo strumento dei voucher, va nella direzione da noi auspicata: non favorire la precarizzazione, bensì il tempo determinato anche nel lavoro stagionale, contrastando il ricorso massiccio ai buoni – commenta Arlotti -. I lavoratori che usufruiscono dei voucher non hanno alcun diritto né tutele minime, tenuto conto che non si matura né il trattamento di fine rapporto né le ferie, non si ha diritto alle indennità di malattia e di maternità né agli assegni famigliari e non si matura il diritto al sussidio di disoccupazione. L’uso distorto dei voucher entra in forte contraddizione con gli obiettivi di stabilizzazione che la delega lavoro si prefiggeva: Jobs Act punta tutto sul contratto a tutele crescenti per dare stabilità, ma, se noi non limitiamo l’uso dei voucher corriamo il rischio di creare una nuova generazione di precari «voucherizzati»”.

Nello spirito iniziale della Legge Biagi le prestazioni accessorie erano meramente occasionali (piccoli lavori domestici o di giardinaggio, o lavori di emergenza) e riguardavano soggetti particolarmente deboli, conclude il deputato. “Oggi siamo di fronte ad una esplosione dei voucher. Bisogna assolutamente non solo monitorare, ma entrare nella modifica dello strumento per delimitarlo. Nel 2015 nella sola provincia di Rimini sono stati emessi 1 milione e 600mila buoni per prestazioni di lavoro accessorio (14 milioni e mezzo in Emilia-Romagna), dei quali la maggioranza nei settori dei servizi, turismo e commercio e venduti per i 2/3 nelle tabaccherie. A fronte di questo boom, sono diminuite del 5,5% le assunzioni a tempo determinato nel comparto del turismo”.

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