Uffici postali nelle zone rurali e montane, le Poste si impegnano a mantenere il servizio

Schema di accordo con il Ministero in linea con le richieste di Arlotti

Poste Italiane si impegnano a valorizzare la rete capillare di uffici postali, specialmente nei territori scarsamente popolati, e a valutare iniziative degli enti locali che possano potenziale l’offerta complessiva dei servizi. E’, in sintesi, ciò che recita lo schema del nuovo Contratto di programma fra il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, e Poste Italiane S.p.A. per l’affidamento del servizio pubblico postale, in attesa della firma ufficiale.

“Lo schema prevede espressamente all’articolo 5 l’impegno a non chiudere gli uffici postali, soprattutto nelle realtà rurali e montane dove la popolazione anziana è predominante – spiega il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti, che si era attivato con interrogazioni al ministro Federica Guidi, lettere e incontri per scongiurare il taglio di 5-600 sportelli prefigurato nel piano di razionalizzazione annunciato nei mesi passati da Poste Italiane Spa – La capillare presenza territoriale di Poste Italiane, rappresentata da 13.000 sportelli, è un valore da salvaguardare e lo schema di Contratto riconosce finalmente che è indispensabile mantenere il servizio strategico degli uffici postali, soprattutto nelle realtà rurali e montane dove la popolazione anziana è predominante. Chiudere gli sportelli rischierebbe altrimenti di limitare di diritti dei cittadini ad avere un servizio efficace ed efficiente e di non rispettare gli standard minimi di qualità per il servizio universale”.

Nello specifico, l’articolo 5 prevede che io Mise e Poste Spa, “nel perseguimento di obiettivi di coesione sociale ed economica che prevedano la fornitura di servizi utili al cittadino, si impegnano reciprocamente a valorizzare la rete capillare degli uffici postali, e in particolare le potenzialità e le caratteristiche degli stessi quali uffici di prossimità al servizio degli utenti, specialmente negli ambiti territoriali con scarsa densità abitativa”. Inoltre la  società “nel perseguire obiettivi di razionalizzazione ed efficientamento  della fornitura del servizio postale universale, […] si impegna a valutare prioritariamente eventuali iniziative degli enti e istituzioni territoriali […] che possano potenziare l’offerta complessiva dei servizi in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la capillarità degli uffici postali”.

Intanto, dopo la mobilitazione dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, di Comuni montani, dell’Uncem e della Federazione settimanali cattolici, il governo ha sospeso l’attuazione del nuovo piano di distribuzione della corrispondenza a giorni alterni nei centri più piccoli e nelle aree montane. Il piano sarà rimandato al 2016 e solo a seguito di una verifica sui volumi reali di corrispondenza che dovrà essere effettuata dall’Autorità Garante delle Comunicazione, con l’obiettivo di evitare disservizi e diminuzione della qualità.

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