Sulla fiducia sull’Italicum

Credo che Renzi non avesse alternative, perché dopo le tre votazioni a scrutinio segreto sulla richiesta di incostituzionalità e di sospensiva che avevano avuto il voto compatto della maggioranza, la votazione di 120 emendamenti (poi divenuti 80) sarebbe stata un terreno micidiale per fare saltare il provvedimento. In particolare l’emendamento che prevedeva la possibilità di apparentamento al secondo turno, su cui i piccoli partiti si sarebbero buttati a capofitto nonostante avessimo modificato lo sbarramento dall’8% al 3%.
Penso che la fiducia (del tutto legittima, come ricordato dalla Presidente Boldrini) a quel punto diventasse inevitabile.

Bersani ed altri hanno fatto una scelta che non condivido, perché sia la Direzione nazionale che il Gruppo parlamentare PD hanno votato in modo netto sul testo votato dal Senato con il voto del Pd e della maggioranza, e anche di FI. Ovviamente il mio voto è a favore e devo dire che ho ricevuto molti messaggi dal territorio che mi incitano a farlo. Come si dice da noi: a trè drett!

Sicuramente questa situazione di spaccatura creerà qualche tensione, ma penso che nessuno lascerà il partito. Tuttavia credo che non possa esserci un partito dove la minoranza si impone alla maggioranza e ritengo incomprensibile una simile posizione di contrasto dopo le significative modifiche apportate: soglia di sbarramento dall’8 al 3%; e dal 37% al 40% il limite per poter vincere al primo turno con 340 deputati su 630 (pari al 54%, per cui basta una pattuglia di 25 deputati di maggioranza per mandare sotto il Governo) e coi 100 capilista (che mi auguro possano essere scelti attraverso le primarie) nei collegi e per il resto con le preferenze e massimo del 60% di rappresentanza di genere.

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