elezioni politiche 2013

“L’Italia giusta” riparte anche da Rimini, Il PD si candida a governare il Paese con Pier Luigi Bersani premier per il centrosinistra e in un momento difficile e complesso come questo, si pone due obiettivi principali: rimediare a ciò che di poco “giusto” c’è nel presente, essere in grado di fare tutto ciò che è “giusto” per il futuro – per questo “L’Italia giusta”, l’Italia che bisogna costruire, il Paese a cui gli italiani hanno diritto, moralità e lavoro sono le parole chiave che Bersani ha posto a fondamento del progetto del PD e del centrosinistra.
Nel territorio riminese saranno in particolare declinate nella legalità e contrasto alle infiltrazioni mafiose (l’economia è più fragile e rischia di essere maggiormente vittima delle mafie in tempo di crisi), e nel sostegno alla piccola e media impresa e ai suoi addetti, che rappresenta il 98% del tessuto imprenditoriale locale”. Tutto il PD riminese sarà impegnato nella campagna elettorale, con il coinvolgimento di iscritti, volontari, circoli, segretari comunali, sindaci, Provincia, amministratori in iniziative e incontri sul territorio.
In  questi giorni stiamo confrontandoci con categorie economiche, imprese, associazioni e realtà sociali del riminese. Una delle priorità sarà il rilancio delle politiche locali a sostegno del turismo. Rimini e il suo territorio devono essere il laboratorio per la politica industriale che il PD intende realizzare sul turismo dopo anni di assenza di una strategia turistica nazionale e di governance troppo frammentata. Per noi la politica industriale per il turismo è un tema fondamentale , il turismo è un’industria a tutti gli effetti che richiede infrastrutture, incentivi e fiscalità omogenee.
In attesa del voto del prossimo 24 e 25 febbraio saranno in programma a Rimini appuntamenti con i leader nazionali, ad iniziare dal candidato premier Bersani e i due capilista dell’Emilia-Romagna, Dario Franceschini alla Camera e Josefa Idem al Senato.

CARTA D’INTENTI
1. Democrazia
Dobbiamo sconfiggere l’ideologia della fine della politica e delle virtù prodigiose di un uomo solo al comando. Per noi il populismo è il principale avversario di una politica autenticamente popolare.
Vogliamo dare segnali chiari all’Italia onesta:
Contro i violenti, i corruttori e chiunque si appropri di risorse comuni mettendo a repentaglio il futuro degli altri.
Difesa intransigente del principio di legalità
Lotta decisa all’evasione fiscale,
Contrasto severo ai reati contro l’ambiente,
Rafforzamento della normativa contro la corruzione,
Sostegno più concreto agli organi inquirenti e agli amministratori locali impegnati contro le mafie e la criminalità
Sulla riforma dell’assetto istituzionale siamo favorevoli a:
un sistema parlamentare semplificato e rafforzato
un ruolo incisivo del governo
la tutela della funzione di equilibrio assegnata al Presidente della Repubblica.
un federalismo responsabile e bene ordinato che faccia delle autonomie un punto di forza dell’assetto democratico e unitario del Paese.
Sono poi essenziali:
Norme stringenti in materia di conflitto di interessi, legislazione antitrust e libertà di informazione.
Democrazia paritaria nell’idea che autonomia e responsabilità delle donne siano una leva essenziale della crescita
Concretezza e certezza di tempi alla funzione costituente della prossima legislatura.
La politica deve recuperare autorevolezza, promuovere il rinnovamento, ridurre i suoi costi e la sua invadenza in ambiti che non le competono:
A ogni livello istituzionale emolumenti entro la media europea.
Riforma dei partiti, affiancata alla riduzione del finanziamento pubblico, e semplificazione e alleggerimento del sistema istituzionale e amministrativo.
Piani industriali per ogni singola amministrazione pubblica al fine di produrre efficienza e risparmio.
2. Europa
La prossima maggioranza dovrà avere ben chiara questa bussola: nulla senza l’Europa.
Non c’è futuro per l’Italia se non dentro la ripresa e il rilancio del progetto europeo:
Rafforzamento della piattaforma dei progressisti europei.
Fine del dogma dell’austerità e dell’equilibrio dei conti pubblici assunto come unico fine in sé, senza alcuna attenzione per l’occupazione, gli investimenti, la ricerca e la formazione
Accelerazione dell’integrazione politica, economica e fiscale
Questo per noi significa dare concretezza all’orizzonte ideale degli Stati Uniti d’Europa:
coordinamento delle politiche economiche e fiscali;
nuove istituzioni comuni, dotate di una legittimazione popolare e diretta.
Collocare il progetto di governo italiano nel cuore della sfida europea significa essere alternativi alle regressioni nazionaliste, anti-europee e populiste, da sempre incompatibili con le radici di un’Europa democratica, aperta, inclusiva.
3. Lavoro
Cuore del nostro progetto è la dignità del lavoratore da rimettere al centro della democrazia, in Italia e in Europa.
La battaglia per la dignità e l’autonomia del lavoro, infatti, riguarda oggi il lavoratore precario come l’operaio sindacalizzato, il piccolo imprenditore o artigiano non meno dell’impiegato pubblico, il giovane professionista sottopagato al pari dell’insegnante o del ricercatore universitario.
E perciò:
profondo ridisegno del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa e attinga alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari.
contrasto alla precarietà
interruzione della spirale perversa tra bassa produttività e compressione dei salari e dei diritti, aiutando le produzioni a competere sul lato della qualità e dell’innovazione,
politiche fiscali a sostegno dell’occupazione femminile, in particolare al Sud
sradicare i pregiudizi riguardanti la presenza delle donne nel mondo del lavoro e delle professioni,
alleggerire la distribuzione del carico di lavoro e di cura nella famiglia, sostenendo una riforma del welfare e varando un piano straordinario per la diffusione degli asili nido
fare del tasso di occupazione femminile e giovanile il misuratore primo dell’efficacia di tutte le nostre strategie.
4. Libertà
Il tema del merito non può essere contrapposto a quello dell’eguaglianza delle opportunità. Libertà dei progetti di vita e valorizzazione del merito sono i presupposti di una società più aperta ed eguale. Attraverso l’introduzione di misure più incisive, ciò deve valere nel campo delle professioni, della scuola e dell’università, dell’amministrazione pubblica e dell’impresa privata.
5. Uguaglianza
L’Italia è divenuta negli anni uno dei Paesi più diseguali del mondo occidentale.
Non si esce dalla crisi se chi ha di più non è chiamato a dare di più:
politiche di contrasto alla povertà,
per le giovani generazioni, libertà di scelta e parità delle condizioni di accesso alle opportunità di formazione, lavoro, crescita professionale e affermazione della propria personalità.
superamento delle disuguaglianze di genere
Una giustizia civile e penale rapida, imparziale, efficiente davvero al servizio del cittadino è direttamente legata al tema dell’uguaglianza:
difesa della dignità e dei diritti di tutti i cittadini e non soltanto dei potenti alla ricerca di impunità.
6. Sapere
Non c’è futuro per l’Italia senza un contrasto alla caduta drammatica della domanda d’istruzione registrata negli ultimi anni.
Se vi è un settore per il quale è giusto che altri ambiti rinuncino a qualcosa, è quello della ricerca e della formazione:
processi di riqualificazione e di rigore della spesa, avendo come riferimento il livello di preparazione degli studenti e il raggiungimento degli obiettivi formativi.
piano straordinario contro la dispersione scolastica, soprattutto nelle zone a più forte infiltrazione criminale,
misure operative per la garanzia del diritto allo studio,
investimento sulla ricerca avanzata nei settori trainanti e a più alto contenuto d’innovazione;
sostegno al valore universalistico della formazione, della promozione della ricerca scientifica e della ricerca di base in ambito umanistico.
7. Sviluppo sostenibile
Sviluppo sostenibile per noi vuol dire valorizzare la carta più importante che possiamo giocare nella globalizzazione, quella del saper fare italiano.
Da sempre la nostra forza è stata quella di trasformare con il gusto, la duttilità, la tecnica e la creatività, materie prime spesso acquistate all’estero:
politica industriale “integralmente ecologica”, un progetto-Paese che individui grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese, nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi. La qualità e le tipicità, mobilità sostenibile, risparmio ed efficienza energetica, le scienze della vita, le tecnologie legate all’arte, alla cultura e ai beni di valore storico, l’agenda digitale, le alte tecnologie della nostra tradizione.
più forza e prospettiva alle nostre piccole e medie imprese aiutandole a collegarsi fra loro, a capitalizzarsi, ad accedere alla ricerca ed alla internazionalizzazione.
8. Beni comuni
Per noi la sanità, l’istruzione, la sicurezza, l’ambiente sono dei campi nei quali non deve  esserci né povero né ricco.
L’energia, l’acqua, il patrimonio culturale e del paesaggio, le infrastrutture dello sviluppo sostenibile, la rete dei servizi di welfare e formazione, sono beni che devono vivere in un quadro di programmazione, regolazione e controllo sulla qualità delle prestazioni:
normative che definiscano i parametri della gestione pubblica o, in alternativa, i compiti delle autorità di controllo a tutela delle finalità pubbliche dei servizi.
difesa dei beni comuni. Con i referendum della primavera del 2011 è tramontata l’idea che la privatizzazione e la de-regolamentazione siano sempre e comunque la ricetta giusta.
superamento delle duplicazioni, riqualificazione della spesa, accompagnate da un nuovo e rigoroso investimento sul valore dell’autogoverno locale che offra spazi e occasioni alla sussidiarietà, alle forme di partecipazione civica, ai protagonisti del privato sociale e del volontariato.
9. Diritti
Per i democratici e i progressisti la dignità della persona umana e il rispetto dei diritti individuali sono la bussola del mondo nuovo e la cornice generale entro cui trovano posto tutte le nostre scelte di programma.
Crediamo sia compito della politica, dei parlamenti e dei governi affermare l’indivisibilità dei diritti politici, civili e sociali:
contrasto verso ogni violenza contro le donne e a una legge urgente contro l’omofobia.
una legge che riconosca che un figlio di immigrati nato e cresciuto in Italia è italiano, sarà simbolicamente il primo atto nella prossima legislatura.
sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione, ottenendone il riconoscimento giuridico
Su temi che riguardano la vita e la morte delle persone:
intervento del legislatore soltanto sulla base di un principio di cautela e di laicità del diritto.
ricerca di punti di equilibrio condivisi, fatte salve la libertà di coscienza e l’inviolabilità della persona nella sua dignità, per evitare i guasti di un pericoloso “bipolarismo etico” che la destra ha perseguito in questi anni.
10. Responsabilità
L’Italia ha bisogno di un governo e di una maggioranza stabili e coesi.
Le forze della coalizione, in un quadro di lealtà e di civiltà dei rapporti, si dovranno impegnare a:
sostenere in modo leale e per l’intero arco della legislatura l’azione del premier scelto con le primarie;
affidare a chi avrà l’onere e l’onore di guidare la maggioranza, la responsabilità di una composizione del governo snella, sottratta a logiche di spartizione e ispirata a criteri di competenza, rinnovamento e credibilità interna e internazionale;
vincolare la risoluzione di controversie relative a singoli atti o provvedimenti rilevanti a una votazione a maggioranza qualificata dei gruppi parlamentari convocati in seduta congiunta;
assicurare il pieno sostegno, fino alla loro eventuale rinegoziazione, degli impegni internazionali già assunti dal nostro Paese o che dovranno esserlo in un prossimo futuro;
appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica e procedere verso un governo politico economico federale dell’eurozona.
Abbiamo alle spalle il decennio di una destra impregnata di promesse e parole che hanno reso più confuse e opache la politica e l’azione del governo. Mentre davanti a noi l’ansia del cambiamento si sente con più forza. Noi – i democratici e i progressisti – questa volta non inviteremo a sognare. Insieme con il Paese che resiste e vuole ripartire apriremo bene gli occhi e ascolteremo. Assumeremo degli impegni. Discuteremo con la società consapevole i traguardi di un’Italia da rifare. Siamo pronti e non siamo soli. Siamo convinti di avere cose da dire, e soprattutto molte cose da fare. Per l’Italia, bene comune.
Noi democratici e progressisti ci riconosciamo nella Costituzione repubblicana, in un progetto
di società di pace, di libertà, di eguaglianza, di laicità, di giustizia, di progresso e di solidarietà. Vogliamo contribuire al cambiamento dell’Italia, alla ricostruzione delle sue istituzioni, alla pienezza sua della vita democratica.
La prossima legislatura dovrà affrontare tre compiti decisivi. Guidare l’economia fuori dalla crisi. Ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Rilanciare l’unità e l’integrazione politica dell’Unione Europea.
Noi non crediamo alle bugie delle promesse facili, quelle vendute nel decennio disastroso della destra. Crediamo, invece, in un risveglio della fiducia, a cominciare dai giovani e dalle donne. I problemi sono enormi e il tempo per aggredirli si accorcia. Le scelte da compiere non sono semplici né scontate. Ma la speranza che ci muove vive tutta nella convinzione che si possano combinare cambiamento e affidabilità, uguaglianza e rigore nelle scelte.
Il nostro posto è in Europa. Noi collocheremo sempre più saldamente l’Italia nel cuore di un’Europa da ripensare su basi democratiche.
In “casa” dovremo colmare la faglia che si è scavata tra cittadini e politica. Qui non bastano le
parole. Serviranno i comportamenti, le azioni, le coerenze. Faremo in modo che buona politica e riscossa civica procedano affiancate. Il traguardo è ricostruire quel patrimonio collettivo che la destra e i populismi stanno disgregando: la qualità della democrazia, la legalità, la cittadinanza, la partecipazione.
La realtà è che mai come oggi nessuno si salva da solo. E nessuno può stare bene davvero,
se gli altri continuano a stare male: è questo il principio a base del nostro progetto, sia nella sfera morale e civile che in quella economica e sociale.
Vogliamo che il destino dell’Italia sia figlio della migliore civiltà europea e vogliamo sentirci vicino a chi nel mondo si batte per la libertà e l’emancipazione di ogni essere umano. Oggi, in un mondo in subbuglio, pace, cooperazione, accoglienza devono ispirare di nuovo l’agire politico. Nella coscienza delle donne e degli uomini come nella diplomazia degli Stati.
Con questa visione noi, democratici e progressisti, ci candidiamo alla guida dell’Italia.

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