Lavoratrice licenziata da Ikea, interrogazione a Poletti

C’è anche il deputato Pd romagnolo Tiziano Arlotti tra i firmatari dell’interrogazione al ministro del Lavoro e politiche sociali Giuliano Poletti sul caso della dipendente licenziata da Ikea per giusta causa, dopo diciassette anni di lavoro. Si tratta di  una 39enne separata, madre di due figli, di 10 e 5 anni, di cui il più piccolo disabile, condizione per la quale la lavoratrice usufruisce delle tutele previste dalla legge 104/92.

La donna ha iniziato a lavorare per la multinazionale  Ikea nel 1999, tramite le agenzie interinali, poi assunta nel 2000 da prima con contratto part time e in seguito full time, lavorando nei vari reparti dell’azienda, ricorda l’interrogazione. Da qualche mese, aveva accettato un cambio di reparto, chiedendo che le fosse concessa flessibilità di turnazione, soprattutto per quanto riguardava l’ingresso a lavoro. Sembra che all’inizio la direzione del citato punto vendita di Corsico avesse dato l’assenso verbale, cambiando però in seguito atteggiamento. Difatti, il nuovo orario di lavoro, con entrata anticipata alle 7, non le permetteva di conciliare vita familiare con il lavoro, soprattutto con le cure da dedicare per l’ultimogenito.
Nella lettera di licenziamento, Ikea sottolinea che è venuto meno il rapporto di fiducia in due occasioni in cui la donna si sarebbe presentata a lavoro in orari diversi da quelli previsti. In solidarietà con la donna, i colleghi e le colleghe hanno scioperato il 28 novembre per due ore e hanno deciso per il 5 dicembre un presidio davanti al luogo di lavoro.
L’interrogazione chiede quindi al ministro se sia a conoscenza del fatto e se non intenda intervenire al fine di fare chiarezza sulla vicenda, anche al fine di garantire il pieno rispetto delle tutele volte a conciliare la vita e il lavoro nel caso specifico e, più in generale, delle donne lavoratrici.

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