Intervento su La Voce di Romagna

In questo momento l’attività alla Camera è concentrata sulla Legge di stabilità 2016, che continua quanto già intrapreso  – solo per citare alcuni dei provvedimenti più rilevanti – con il Jobs act, il bonus di 80 euro in busta paga, il sostegno all’economia, il bonus per le ristrutturazioni edilizie, il taglio dell’Irap. La Legge di stabilità 2016 è una manovra da quasi 30 miliardi di euro che supera definitivamente la Legge obiettivo nell’incentivare gli investimenti, tutela il territorio, destina risorse importanti al welfare e alla lotta alla povertà, aumentando in modo cospicuo anche i fondi per la non autosufficienza (400 milioni), interviene
sull’edilizia pubblica residenziale, prevede 16 miliardi di euro per interventi sulle infrastrutture (più dell’1% del Pil). Il fulcro è il taglio delle tasse, che porterà il prelievo medio dall’attuale 44,2% al 42,4%, scongiurando inoltre l’aumento di Iva e accise e tagliando 5 miliardi di prelievo da Imu, Irap agricola e Imu sugli imbullonati.

L’attivazione di strumenti come il Jobs act ci ha permesso di ottenere risultati interessanti sul piano occupazionale, anche a livello locale, significativi soprattutto per il contrasto al lavoro precario. Il taglio del cuneo fiscale e dei contributi ha portato a stabilizzare più di un milione di lavoratori in tutto il Paese e in provincia di Rimini l’effetto è stato particolarmente significativo, con il raddoppio delle assunzioni a tempo indeterminato (nei primi 9 mesi del 2015 sono arrivate a rappresentare il 10% delle assunzioni totali). Quasi tutti i settori sono ripartiti, in particolare quelli che più esportano nei paesi extra UE, anche se resta una carenza di opportunità per i giovani. I nuovi strumenti attivati attraverso l’Agenzia nazionale per lavoro dovranno servire a far incontrare più efficacemente domanda e offerta.

A livello territoriale, tra i numerosi provvedimenti legislativi adottati in questa legislatura, alcuni hanno permesso di attivare tre importanti leve per il sostegno al settore turistico: il tax credit per la digitalizzazione delle imprese ricettive (15 milioni di euro con un primo bando già avviato), per la ristrutturazione e riqualificazione alberghiera (20 milioni che saranno portati a 50 dal prossimo anno, con 3000 richieste pervenute al bando), i finanziamenti alle reti di imprese turistiche. Obiettivo è fare in modo che lo Stato privilegi interventi specifici per favorire la riqualificazione. E’ la prima volta che viene varato un intervento di tale portata, che andrà rafforzato favorendo con mutui agevolati l’acquisto delle strutture ricettive da parte di chi le gestisce da almeno 3 anni, coinvolgendo la Cassa depositi e prestiti e convogliando le risorse in primo luogo verso i distretti turistici già istituiti, come quello della Costa romagnola.
Si aggiungono poi 20 milioni per il ripascimento del nostro litorale. Stiamo a questo proposito spingendo perché le risorse contro l’erosione diventino strutturali, dato che il 30% delle coste afflitte da questo problema ricade nella nostra riviera.
Lavoreremo inoltre sull’Enit: va recuperato il tempo perduto e dopo la sua trasformazione in Agenzia nazionale del turismo occorre lavorare in via prioritaria sulle destinazioni territoriali e sull’integrazione fra i territori, così come già fatto nel nostro caso fra costa ed entroterra, valorizzando il turismo esperienziale, l’enogastronomia, l’offerta culturale, storica e paesaggistica (dal progetto “Via Emilia” ai “Balconi di Piero della Francesca”).
Guardando alla promozione, il ruolo dell’aeroporto Fellini è fondamentale per le politiche di destinazione, soprattutto dopo il netto calo delle presenze russe. Dobbiamo sostenere la promocommercializzazione e i collegamenti: un tema che va sostenuto da tutti i soggetti interessati, pubblici e privati.

Sul fronte della viabilità, grazie al gioco di squadra fra Parlamento, Regione ed enti locali la nuova SS16, opera da 600 milioni di euro, sta per essere inserita come opera prioritaria per l’infrastrutturazione strategica regionale e conseguentemente nei piani nazionali.
Andiamo avanti anche sul metrò della costa romagnola, che collegherà il nostro territorio a Ravenna come previsto nel programma di mandato della Giunta regionale. In questo contesto si inserisce il Trc, opera oggi in stato avanzato di realizzazione, su cui c’è stato un confronto politico a tratti anche duro, ma il cui completamento non è messo in discussione.
Stanno procedendo poi ulteriori interventi sulla viabilità. E’ stato aperto il cantiere per la messa in sicurezza della SS72, mentre nella seconda fase verranno eliminati i semafori e sarà pianificato il collegamento fra Rimini e San Marino su corsia protetta. A inizio 2016 prenderà infine il via l’intervento con un finanziamento specifico per le rotatorie fra SS16/SS72 e SS16/vie Montescudo e Coriano. Ci sono anche le condizioni per un collegamento fra via Marecchiese ed E45 per creare la dorsale adriatica insieme
alla tratta Cesena nord-Mestre.

In vista delle prossime elezioni amministrative, a Rimini si è già espressa unanimemente la direzione comunale del PD che ha riconfermato la candidatura di Gnassi: è corretto e giusto che dove un sindaco è al primo mandato possa essere valutato e riconfermato. La giunta comunale ha svolto un buon lavoro, e personalmente nella mia veste di parlamentare ne continuerò a supportare l’attività per quelle che sono le mie prerogative, così come sto facendo per tutti gli altri Comuni del territorio. E non si può negare che a Rimini sia in atto un processo di trasformazione della città che porta a valorizzare le sue eccellenze , con la riqualificazione di piazza Malatesta e del centro storico, la ricostruzione del teatro Galli, il Fulgor, il Parco del Mare.
La contendibilità politica non è una novità: nel 1999 Alberto Ravaioli vinse per 1700 voti di scarto al ballottaggio. Lo stesso anno, lo ricordo per gli smemorati, la ‘rossa’ Bologna cadde in mano al centrodestra. E non possiamo certo ritenerci autosufficienti come PD. Dobbiamo avere la capacità di condividere il programma con altri soggetti politici e con le esperienze di civismo, così come va recuperata parte dell’imprenditoria locale. Ci sono forze politiche con cui collaboriamo a livello nazionale e non vedo perché non dovremmo aprire alla stessa collaborazione a livello territoriale. Questo vale anche per gli altri comuni che andranno alle elezioni, da Cattolica a Montescudo-Montecolombo, da Novafeltria a Pennabilli.
Colloco qui il ‘caso Pizzolante’, una tempesta in un bicchier d’acqua in cui mi pare che da troppe parti ci sia solo il desiderio di strumentalizzazione. Pizzolante ha posto correttamente un tema, che si propone in tutti gli altri Comuni d’Italia al voto, e che si fonda proprio sull’assunto a cui accennavo prima. Il PD, nel 2008, è nato per allargare la sua autorevolezza e credibilità anche a settori e esperienze nuove di civismo e di società. Il PD non è stato fatto per chiudere il recinto ma con lo scopo ben preciso e condiviso dell’inclusione. L’azione di Matteo Renzi, in tal senso, è lampante. Pizzolante ha tutte le ragioni, in questa fase, per alimentare un dibattito. Semmai , se posso rimproverargli qualcosa, è il metodo con cui lo ha posto: un’accelerazione fatta con spirito propositivo e non solo rivolta a Rimini ma che ha determinato qualche equivoco. Ma la reazione è stata altrettanto anomala. Io sono perché si guardi al merito – che è in piena linea con la vocazione del PD a includere tutti coloro i quali ci stanno a fare un discorso su innovazione, democrazia e equità sociale -, cercando da ora in poi una modalità di discussione più pensata e meno ‘alla giornata’. Per evitare fraintendimenti e la strumentalizzazione appunto di chi non vede l’ora di farla. Ovviamente per quanto riguarda il PD questa discussione dovrà essere svolta insieme al ricandidato sindaco negli organi del partito a ciò deputati.

Questa voce è stata pubblicata in Interventi. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.