Intervento all’assemblea nazionale OASI Confartigianato

Intervento tenuto dal deputato PD riminese Tiziano Arlotti in occasione dell’assemblea nazionale degli operatori balneari di OASI Confartigianato a Rimini.
Penso non sfugga a nessuno che per la nostra economia territoriale, ma anche regionale e nazionale, l’attività turistico ricreativa rappresenti un elemento di attrattività e di opportunità di sviluppo che, nonostante la lunga crisi economica, continua a dare opportunità di lavoro.

Dopo quasi otto lunghissimi anni di crisi finanziaria, economica e sociale si intravvedono i primi segnali di ripresa che, per consolidarsi, richiedono una accelerazione sulle riforme che riguardano tutti i settori istituzionali, dell’economia, del lavoro e sociali.

In questo contesto penso non sfugga a nessuno quanto sta accadendo sul versante di un importante e strategico settore che è quello delle attività balneari insistenti sul demanio marittimo.

Su queste aree demaniali, fondamentali per più comparti economici, abbiamo la necessità di mettere in atto processi di innovazione, di investimenti che le rendano sempre più attrattive e fruibili e che ne preservino la bellezza, il paesaggio.

Dopo le violente mareggiate di febbraio, il Governo ha decretato lo stato di calamità con un intervento immediato di 14 milioni di euro che si sono aggiunti ai primi 5 milioni stanziati dalla Regione, prontamente attivatasi. Sul tavolo del Ministro Padoan è arrivata anche la richiesta di posticipare tutti i pagamenti di tasse e imposte almeno fino al 31 ottobre 2015 per gli operatori che hanno subito danni e il decreto dovrebbe essere firmato a breve.

Personalmente ho presentato un’interrogazione, firmata da una quarantina di colleghi, al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti per richiedere la costituzione di un fondo nazionale per garantire con continuità interventi di ripascimento e di mitigazione e contrasto dei fenomeni erosivi, visti i cambiamenti meteoclimatici che ci obbligano ad intervenire con continuità anche per non mettere a repentaglio le attività balneari.

Nel frattempo il Governo, che entro il 17 aprile 2013 avrebbe dovuto emanare un decreto legislativo per il riordino delle concessioni demaniali marittime non ha ancora adempiuto.

Siamo in una fase di incertezza, che richiede una forte accelerazione per far sì che il confronto con le categorie e le rappresentanze istituzionali entrino nel vivo.

Credo che nell’affrontare il tema delle concessioni demaniali marittime sia quanto mai opportuno che, in via preliminare, sia istituita a livello di Governo una cabina di regia sotto la guida della Presidenza del Consiglio con la presenza del MIBACT, MEF e Agenzia del Demanio.

Credo altresì che sia necessario definire un tavolo con Comuni e Regioni visto che l’uso del demanio marittimo oltre alla attività turistico ricreativa riguarda il commercio, la pesca e l’acquacoltura, l’industria e la portualità.

Ciò premesso, ritengo che il mese di aprile debba diventare fondamentale per chiarire definitivamente il tema della proroga delle concessioni. Infatti, ad oggi le concessioni su demanio marittimo sono, per norma europea, valide fino al 31 dicembre 2015.

La Legge 221 del 2012 ha prorogato la scadenza delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2020. Tale legge non è mai stata notificata all’Europa. E’ inoltre pendente presso la Corte di Giustizia Europea il ricorso sulla validità della proroga al 31 dicembre 2020 che probabilmente avrà il suo epilogo fra estate e autunno di quest’anno.

Un altro aspetto che va evidenziato è quello che riguarda i canoni demaniali.

I canoni applicati non corrispondono alla effettiva redditività delle concessioni ed hanno creato disparità ed iniquità che hanno completamente stravolto i valori e messo a repentaglio oltre 250 imprese che occupano quasi 4000 persone.

Parlo dei cosiddetti “pertinenziali”, problema che ho cercato di affrontare con un emendamento al Milleproroghe – su cui il Governo ha dato parere negativo – e che va risolto in tempi rapidissimi (mi auguro che in aprile possa esserci un provvedimento dove inserire la norma) visto che ad alcuni sono già arrivate le revoche delle concessioni.

Il calcolo sulla base dei valori OMI va eliminato e con esso anche la distinzione fra facile e difficile rimozione sostituendola con un criterio che invece tenga conto della effettiva tipologia di attività svolta e anche della effettiva occupazione demaniale oggetto di concessione.

Aggiungo che ad oggi non sappiamo quali e quante sono le concessioni, tanto che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sandro Gozi, per confrontarsi con l’Europa ha dovuto attivare il proprio Dipartimento per gli Affari Esteri per richiedere ai Comuni informazioni in merito e, ad oggi, ne sono ritornate circa un 30%.

Credo che sia quanto mai opportuno dare attuazione all’art 5 del Decreto Legislativo n°85 del 28 maggio 2010 che prevede il passaggio del demanio marittimo alle Regioni e quindi che il Governo predisponga i relativi Decreti Attuativi.

E veniamo alla parte che riguarda il tema del rinnovo delle concessioni a delle relative procedure di gara.

Si dice che si potrebbe attivare un doppio binario:

  1. il primo che riguarderebbe le concessioni in essere che dovrebbero essere prorogate sulla base del confronto con l’Europa senza procedura di gara.
  2. Il secondo che riguarderebbe le nuove concessioni demaniali che, per il nostro territorio, presumo non riguarderebbe nessuno.

Ora si pone il problema che si possa determinare una fase di stallo legata alla durata della proroga e che, a mio modesto parere, potrebbe bloccare quel processo di innovazione e di investimenti, coerenti con i piani di spiaggia di cui noi abbiamo bisogno ora e subito.

E’ possibile trovare una via di uscita?

Ci sono operatori che stanno accorpandosi, che hanno voglia e coraggio di investire e per fare questo ci vogliono certezze e tempi per ricorrere al credito.

Infine le gare.

Credo che non ci sia alcun dubbio che siano i Comuni da soli o in associazione volontaria (parlo per quei piccoli comuni come Gatteo o San Mauro da noi) a dover bandire le gare col criterio della offerta economicamente più vantaggiosa con criteri che prevedano:

  1. il diritto al concessionario uscente ,da parte del concessionario subentrante, di un indennizzo determinato sulla base di una valutazione dei beni non integralmente ammortizzati, degli investimenti effettuati e del valore commerciale di mercato della impresa;
  2. che non si possa fare ricorso all’istituto dell’avvalimento;
  3. che sia valutata l’esperienza acquisita nel tempo e il valore dei profili professionali e del piano occupazionale
  4. che sia valutato il piano economico e finanziario di copertura degli investimenti e di annessa gestione
  5. che non si possano acquisire più di due (ad esempio) concessioni sia direttamente che indirettamente
  6. che sia valutata la coerenza della offerta col piano spiaggia

Aggiungo infine che è opportuno verificare la possibilità di fare un white list dei concorrenti tramite le prefetture per prevenire eventuali tentativi di infiltrazioni”.

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