il lavoro

“In casa mia abbiamo iniziato tutti a lavorare presto, anche se io – essendo il quartogenito –  diversamente dai miei fratelli, ho potuto studiare fino alle superiori”.

Fece il patto coi genitori che avrebbe alternato la scuola col lavoro e si iscrisse alle Magistrali, perché interessato all’indirizzo umanistico dell’Istituto e perché avrebbe risparmiato un anno, (il percorso superiore Magistrale, prima della fusione con il Liceo Classico, era composto di quattro anni) e in cuor suo avrebbe poi tentato l’Università per laurearsi archeologo. La prematura morte del padre gli precluderà questo sogno.

Tiziano inizia a lavorare alternando la scuola col lavoro. La prima “stagione al mare” è in una pasticceria di via Giangi nel 1972. Nel 1973 la stagione la farà in una pescheria di via Giusti a marina centro dove una anziana signora titolare di una pensioncina lo prenota per l’anno successivo. Così nel 1974 farà il cameriere alla Villa Livia in zona Pascoli. Nel 1975 il salto lo porterà all’Hotel Atlantico e all’Hotel Waldorf come cameriere e barista e l’inverno inizierà a lavorare alla discoteca “Papillon” di Riccione. Nell’estate 1976 gli stessi proprietari  lo impegneranno come barista al Caffè Concerto Sombrero di Marina Centro e il 1977 – anno degli esami di maturità –  lavorerà come manovale in edilizia continuando a lavorare nei fine settimana al Papi O . Nell’autunno 1977 per quattro mesi farà l’operaio alla Fornace Veva. Il 1978  sarà ancora al Papillon, mentre nel 1979 si recherà a Milano come maestro elementare supplente. La chiamata al servizio militare lo impegnerà per un anno e al ritorno andrà a lavorare come cameriere all’Hotel Mercedes di Rivabella . Per tre anni alterna il lavoro come stagionale con quello di supplente nelle scuole elementari del riminese. Nel 1983 vince il concorso per entrare di ruolo come maestro elementare a cui rinuncia.

Seguono gli anni d’esperienza sindacale, finché, nel dicembre del 1996, dichiarata chiusa l’esperienza sindacale, va a lavorare, come operaio frontaliero, in una fonderia nella Repubblica di San Marino. Nella primavera 1997, lo Stato Italiano dichiara i redditi dei lavoratori frontalieri soggetti a doppia imposizione fiscale e richiede i rimborsi anche per gli anni pregressi gettando nello sconforto migliaia di famiglie di onesti lavoratori. Immediata, scoppia la protesta dei lavoratori frontalieri e diventa il leader del Comitato Frontalieri che -dopo una lunga vertenza – riesce ad ottenere la modifica legislativa della vessatoria norma e una moratoria di cinque anni sulla doppia imposizione fiscale.  Agli inizi del 1998 fonda la Associazione Lavoratori Frontalieri (alla quale aderiranno oltre 1500 frontalieri) e ne diventa il Presidente.

Nella primavera 2005, dopo le dimissioni da Assessore Comunale, ritorna a lavorare come frontaliero a San Marino in un’azienda che opera nel settore tessile che dopo quattro mesi cessa l’attività. Inizia a lavorare come collaboratore a progetto con funzioni commerciali presso più imprese. Oggi è impiegato presso un consorzio di cooperative di produzione e lavoro.

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