perchè mi candido

Tiziano Arlotti, perchè si candida alle primarie del centrosinistra?
Per tre motivi. Il primo, il più importante, è che sento fortissimo il desiderio e
l’impegno di fare per la mia città. Il secondo è che credo di avere maturato in
tanti anni di lavoro una buona esperienza amministrativa, professionale e umana
che mi dà gli strumenti per conoscere a sufficienza i problemi di Rimini e di
offrire soluzioni pratiche per risolverli. Il terzo è un sogno: che Rimini, di qui ai
prossimi 10 anni, possa essere capitale di quell’Italia bella, pulita, accogliente,
tenuta bene, sorridente, che il mondo invidia e che purtroppo trova sempre più
raramente.

L’esperienza che ha accumulato cosa le indica rispetto
ai problemi di Rimini?

Il nodo più urgente è la mobilità. La lentezza, gli ingorghi, la difficoltà di circolazione
sono palle al piede del singolo cittadino e delle nostre imprese. La sfida
dei prossimi cinque anni è questa: realizzare nuove strade e nuovi parcheggi, rendere
scorrevoli gli intasati incroci soprattutto, sulla Statale Adriatica, potenziando
il trasporto pubblico attraverso frequenza di corse e mezzi moderni. Si può fare,
adottando soluzioni non avveniristiche ma fattibili, emulando quello che hanno
fatto alcune città europee.

Sull’economia in crisi, sullo sviluppo qual è la sua ricetta?
Le 17 mila imprese sono la nostra forza, non solo economica: almeno 50 mila
persone vi trovano impiego. Esse devono vedere nella Pubblica Amministrazione
innanzitutto un soggetto che dà certezze. Vuol dire tempi della burocrazia dimezzati,
sostegni economici diretti per le imprese dei giovani e delle donne, stimolo
al sistema bancario affinchè non diventi impraticabile l’accesso al credito per le
nostre aziende. L’altra certezza su cui il Comune può fare molto è far crescere
la tutela dei diritti dei lavoratori e mantenere un grande livello di attenzione sui
servizi sociali e sulla scuola. Sviluppo è sinonimo di diritti. La coesione sociale
può essere facilitata grazie ad un welfare locale di prossimità che tuteli famiglie,
anziani, cittadini extracomunitari in un’ottica di arricchimento e integrazione.

Lei si è speso e si spende per la valorizzazione del patrimonio storico e monumentale riminese.
È una chiave decisiva per il futuro di Rimini. Non solo per la conservazione della
memoria in chiave identitaria ma anche per dare una sterzata al modello turistico
sinora incentrato sulla stagionalità. Bisogna abbattere la frattura tra città del
mare e centro storico e questo lo si fa rendendo pienamente visibile un’offerta
straordinaria: il mare, la spiaggia e i suoi servizi, il centro storico vivibile. Lo stesso
fra mare e entroterra: un’agricoltura d’eccellenza e i nostri paesaggi fanno parte
di questo progetto. Con una nuova Fiera e con un nuovo Palazzo dei Congressi
questo orizzonte è possibile e concreto. Le stesse indicazioni sono contenute nel
Piano strategico e nel Piano strutturale.

Infine il sogno del ponte di Tiberio senza più auto.
Non è un sogno ma una realtà a portata di mano. Se ci lavoreremo
con impegno, attraverso la realizzazione di un tunnel lato monte,
nel 2014 il Ponte sarà vietato alle auto, consegnandolo definitivamente
alla Rimini dei pedoni, delle bici, di una nuova storia dopo
2000 anni di ‘sfruttamento’. Questo segnale, insieme ad una città
tenuta a specchio nei suoi dettagli (strade, parchi, piazze), sarà l’inizio di un nuovo rinascimento riminese.

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