Criminalità organizzata: tenere la guardia sempre alta

Oggi il Giudice Pier Giorgio Morosini, dalle colonne del Corriere Romagna, chiede a noi candidati quali azioni proponiamo per fronteggiare il riciclaggio del denaro sporco a Rimini. Parto dalla sua ultima affermazione: “Il corredo genetico di Rimini è quello di grandi lavoratori e di grande passione civile. Deterrenti etici formidabili per contrastare le infiltrazioni criminali.”
Mi permetto di aggiungere che Rimini è terra ricca e dunque miele per chi ha molto denaro necessitante di una ripulitura. Inoltre, dico questo: da ogni problema ne siamo sempre venuti fuori come Rimini e non come singoli. Al di là di capire con precisione e fuori da ogni genericità quanti e quali siano i percorsi reali e potenziali di infiltrazione, la mia ricetta è quella di una collaborazione sistematica tra tutti i soggetti che in qualche modo sono recettori quotidiani sul territorio: parlo di istituzioni, di sindacati, di associazioni di categoria, di associazionismo diffuso. Abbiamo la necessità di comporre un quadro reale della situazione e dunque di mettere assieme tutti i pezzi d’informazione e di percezione nella vita della città. Dobbiamo essere giustamente attenti e vigili ma senza abbandonarci a ipotesi di scenario non suffragate da dati.
Ritengo quindi che serva in primo luogo una forte azione di coordinamento e di scambio di informazioni fra tutti i soggetti istituzionali, sia a livello decentrato che a livello centrale. Per cui reputo necessario rilanciare la proposta della creazione di un osservatorio permanente sulla sicurezza al quale partecipino sia soggetti istituzionali che di rappresentanze associative, nonché che acquisisca il contributo importante delle autorità locali di Pubblica Sicurezza (Prefetto e Questore) e della Procura della Repubblica locale competente.

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