Approvate le norme per lo sviluppo della mobilità in bicicletta

La Camera ha approvato la proposta di legge per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica (C. 2305-A/R e abb.). Il provvedimento passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

Gli obiettivi principali del provvedimento sono la sostenibilità, specialmente nelle aree urbane, e lo sviluppo di forme di mobilità alternative all’automobile; lo sviluppo di forme di mobilità alternative all’automobile, rivolte anche ad incentivare il turismo in bicicletta che muove in Europa ogni anno oltre 10 milioni di persone.

La proposta di legge vuole essere punto di svolta culturale nella percezione, nell’approccio e quindi nell’elaborazione di politiche riguardanti la mobilità urbana.  Gli spostamenti che avvengono ormai quotidianamente all’interno delle città rappresentano circa il 90 per cento di quelli complessivi e uno studio dell’ACI calcola in circa 4 miliardi l’anno il costo delle inefficienze nella mobilità urbana.

Due scopri principali sono alla base di questo testo di legge : da un lato un profondo ripensamento della mobilità urbana in termini di sostenibilità ed efficienza, dall’altro la realizzazione della rete ciclo viaria nazionale integrata nella rete europea, per realizzare un’intermodalità di trasporto efficace e ampliare le proposte turistiche.

Lo Stato assume pienamente la pianificazione della mobilità ciclistica, insieme alle Regioni. Esattamente come il sistema autostradale o il sistema ferroviario, con questa legge la ciclabilità fa parte di una strategia di mobilità che diventa prioritaria nei centri urbani e per lo sviluppo del turismo nel nostro Paese.

La legge vuole promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane, che per quelle ricreative e turistiche, e migliorare così l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana. Il provvedimento punta allo sviluppo di ciclovie e alla realizzazione di una rete nazionale di vie da percorrere in bicicletta.

Con i cammini, le ferrovie dismesse, le ferrovie turistiche, le ciclovie turistiche e Sistema ciclabile nazionale, lo stimolo ai Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, c’è per la prima volta una cornice legislativa alle iniziative per una mobilità nuova, più dolce e sostenibile.

Il testo prevede:

  • una programmazione nazionale stabile e una pianificazione pluriennale relativa alla realizzazione dellarete ciclabile nazionale denominata Bicitalia;
  • una programmazione regionale e locale che promuova una mobilità urbana sostenibile, mediante l’intermodalità con i mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale;
  • l’individuazione delle ciclovie di interesse nazionale che costituiscono la rete nazionale e gli interventi   prioritari  per  assicurare   le  connessioni  della  rete con le altre modalità di trasporto;
  • la realizzazione di aree destinate all’accoglienza delle biciclette nei parcheggi delle stazioni ferroviarie e metropolitane, negli scali fluviali e lacustri, nei porti e negli aeroporti;
  • la predisposizione dei mezzi pubblici per il trasporto delle biciclette e la realizzazione di velostazioni nei comuni sede di stazioni ferroviarie, di autostazioni o di stazioni metropolitane.

L’Italia si conferma primo produttore europeo di biciclette in Europa con 2.728.600 esemplari prodotti nel 2014, in crescita del 2,1 per cento sull’anno precedente, e sono presenti in Italia circa 25 milioni di biciclette con 12 milioni di ciclisti che usano frequentemente le due ruote. Gli amanti della bicicletta raddoppiano le percorrenze rispetto ai pedoni, si muovono su itinerari intorno ai 4 km con una velocità media di circa 16 km/h.

Molteplici i benefici dell’uso della bicicletta nella mobilità urbana. Riducendo il numero di auto in circolazione produce evidenti benefici e risparmi in termini ambientali, sociali, sanitari. Se il costo previsto per una pista ciclabile può arrivare fino a 400 euro al metro, studi internazionali dimostrano che ogni euro investito in questo settore ne restituisce 4 o 5 alla collettività in meno di tre anni.

Secondo i dati Enit, inoltre, il ritorno economico del settore strategico del cicloturismo ha una potenzialità di 3,2 miliardi di euro di fatturato all’anno. Nel 2013-2014 circa 450 mila cicloturisti hanno visitato l’Italia e il settore ha prodotto un giro d’affari da 44 miliardi di euro e circa 20 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive. L’Emilia-Romagna è tra le destinazioni cicloturistiche italiane più richieste, visitate non solo nei mesi estivi, ma anche in primavera e autunno.

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